| Nel segno dell’enogastronomia il turismo di appeal |
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There are no translations available. Nel segno dell’enogastronomia il turismo di appeal. Un prodotto tipico evoca sempre il suo “luogo tipico”. L’era del turismo enogastronomico L’enogastroturismo deve essere insomma la risultante perfetta di un combinato di tradizione, sorpresa e qualità: chi arriva in un luogo per “assaggiarlo” deve andarsene a malincuore, perché lì è stato stupito, coccolato, ben accolto e ancor meglio salutato. Le sagre, le manifestazioni enogastronomiche più strutturate ben vengano, se assieme al prodotto riescono a promuovere il suo territorio e la sua gente, e se si organizzano in contesti dove poi lo stesso piatto lo si può assaporare comodamente seduti, in un locale tipico, ben curato e ospitale. Tutto ciò che è estemporaneo, e si esaurisce nei giorni dell’evento, non è sufficiente a fare da casa di risonanza per la promozione di un luogo e di un prodotto “ tipico”: nelle manifestazioni di piazza alle migliaia di persone che vi partecipano alla fine della giornata rimarrà ben poco, se non ha da portare con sé il ricordo, materiale e immateriale, di dove si è stati. E soprattutto, quello delle sagre è un mondo godereccio ma di poco “appeal” per chi è invece interessato a conoscere un luogo, a soffermarsi più di qualche ora. Ecco perché è fondamentale organizzare pacchetti, concertare diversi operatori, creare micro filiere intorno ad un prodotto, individuarne un testimonial che possa veicolarne anche fuori dal conteste locale il fascino e il ricordo, e pensare ad un merchandising che, con una grafica accattivante, lasci il segno nel gastronauta attento e,per definizione, esigente. |